Il Multiculturalismo tra Roma e Londra

Il multiculturalismo si presenta come un orientamento politico e sociologico volto a promuovere il riconoscimento e il rispetto dell’identità linguistica, religiosa e culturale delle diverse componenti etniche presenti nelle complesse società odierne. Questo fenomeno suppone la coesistenza di varie entità culturali all’interno dello stesso spazio territoriale e nazionale.

La combinazione di elementi di diverse culture è uno dei principali intenti del multiculturalismo, in quanto esso ammette l’esistenza di tutte le culture senza rinnegarne  o discriminarne nessuna.

L’ideologia multiculturale sostiene che tutte le culture sono ugualmente importanti, ugualmente rispettabili e godono di medesimo valore e dignità, supporta inoltre  la diversità culturale e considerandola come una fonte di arricchimento da promuovere e rispettare nella prospettiva di un’integrazione.

Le forti correnti migratorie verso le società democratiche di oggi giocano un ruolo fondamentale nell’avanzamento del fenomeno del multiculturalismo tanto da stabilire una relazione imprescindibile tra immigrazione e multiculturalismo.

Chi sono gli immigrati? Si definiscono immigrati individui che per ragioni strutturali di natura economica, politica, psicologica, bellica, si vedono costretti a lasciare il proprio paese d’origine per cercare maggiori opportunità e una migliore qualità della vita.

L’immigrazione in Italia appare come un fenomeno caratterizzante dei primi anni del XXI secolo. La principale comunità straniera in Italia è quella romena, seguita da quella cinese, indiana ed africana.

In Inghilterra si registrano da molti anni forti flussi migratori provenienti soprattutto dai paesi dell’Asia Meridionale come Bangladesh, Pakistan e Cina. L’immigrazione di questi cittadini può essere indicata come esempio di migrazione dovuta alla ricerca di migliori aspettative economiche.

Il principale centro multiculturale della città di Roma è rappresentato da Piazza Vittorio Emanuele ed il suo quartiere, l’Esquilino, dove si alternano negozi ed attività commerciali di vario genere appartenenti a cittadini stranieri ma soprattutto cinesi, tanto da rendere nota l’intera zona come la “china town” romana. In risposta alle esigenze di una comunità in costante crescita, nascono infatti sul territorio, attività come agenzie di viaggio, negozi alimentari, ristoranti, negozi d’abbigliamento e banche interamente cinesi. Molto forte è anche la presenza della comunità indiana, con la gestione di diverse attività gastronomiche tutt’intorno alla piazza.

Brick Lane è uno dei simboli caratteristici della Londra multietnica. Luogo multiculturale in continuo movimento, situato nell’East End della capitale inglese. Vivace centro di commercio di giorno, con i suoi numerosi negozi e ristoranti della tradizione bengalese, di notte si trasforma nel luogo di culto della vita notturna per molti giovani attratti dalla varietà di locali presenti. Basta fare alcuni passi lungo la strada per imbattersi in un quasi prepotente miscuglio tra variopinte e maestose rappresentazioni della street art e odori di spezie e cucina orientale provenienti dai numerosi ristoranti e chioschi che si incontrano durante il cammino.

Il Regno Unito è il paese difensore di un modello di integrazione che non prevede l’assimilazione dei costumi nazionali: gli immigrati non sono infatti tenuti a “britannizarsi” e possono integrarsi a proprio modo, senza rinunciare alla loro cultura e tradizioni di origine.

Promuovere l’integrazione attraverso l’interculturalismo, ossia la convivenza pacifica di diverse culture favorita dal dialogo e il confronto, è la soluzione a tutte le controversie che possono nascere dall’incontro di differenti credenze e tradizioni.

Affinché il processo interculturale sia effettivo è necessario agire secondo una visione dinamica delle culture, la quale implica che tutte le interazioni interculturali armoniche sono possibili solo attraverso la comunicazione e la formazione di una comunità ampliata dove esista una parità di diritti.

La Bella e la Bestia

Pensate che sia solo un cartone per bambini? Vi sbagliate! Da ieri nelle sale francesi è stata rilasciata la pellicola dell’adattamento cinematografico della celebre fiaba de “La Bella e la Bestia” (“La Belle et la Bête”), scritto e diretto da Christophe Gans.

La storia del film si basa sulla versione fiabesca di Beaumont in cui vi sono narrate le vicende della più bella delle figlie di un ricco mercante caduto in rovina, Belle, una ragazza umile e gentile che per salvare la vita di suo padre, divenuto prigioniero di una bestia in un castello, decide di sacrificare la propria libertà. Come in tutte le fiabe non mancherà il lieto fine, infatti come nel cartone animato di Walt Disney, Belle finirà per innamorarsi della bestia, che in realtà si scoprirà essere un principe vittima di una maledizione,  e vivranno per sempre felici e contenti!

Le scene sono state girate tra suggestive località della Francia e della Germania e gli attori scelti per i ruoli principali dal regista sono i volti noti di Vincent Cassel e Léa Seydoux.

Se anche voi come me siete impazienti di vederlo, non preoccupatevi non c’è molto da aspettare, il film sarà infatti disponibile nelle sale italiane a partire dal 27 febbraio.

Intanto, ecco il trailer!

Nata per danzare

La danza è di tutti, ma non per tutti.

Una verità inconfutabile, soprattutto se ci si trova a guardare una ragazzina di 16 anni danzare come, se non meglio, di una professionista di 30 anni.

Questo è il caso di Miko Fogarty, giovane ballerina statunitense di origini giapponesi. Il suo può essere considerato un vero e proprio talento dal momento che, oltre alle evidenti doti di cui è in possesso, riesce a interpretare ogni ruolo del grande repertorio classico donando a ciascuno di essi la giusta espressività fisica.

Certo è che la vita che questa ragazza svolge non è quella spensierata di una normale sedicenne; Miko infatti segue le sue lezioni di danza dalla mattina alla sera, concedendosi una piccola pausa solamente per il pranzo, ovviamente privo di carboidrati, e alla sera, il tempo necessario per studiare e svolgere i compiti. La ragazza inoltre non si reca normalmente a scuola come le sue coetanee, bensì è seguita nello studio a casa da insegnanti privati; una vita dedicata alla danza insomma, e i risultati si vedono!

Miko è stata più volte medaglia d’oro nelle più importanti competizioni mondiali già dalle tenerissime età di 11 (medaglia d’oro nel ruolo di Giselle al WBC  Orlando 2009) e 13 anni (medaglia d’oro al WBC Orlando 2011) in cui si cimentava nei panni della spumeggiante Kitri, personaggio principale del balletto coreografato da Marius Petipa, “Don Chisciotte”. La variazione, di oggettiva difficoltà, viene eseguita dalla piccola Miko nel modo impeccabile e coinvolgente tipico delle grandi étoile…ma avendo alle spalle la metà dei loro anni di studio ed esperienza: un esempio di umiltà e determinazione per tutte le giovani ballerine del mondo!

S.T.Q.R. – Sono Tirchi Questi Romani

Proprio questo avrà pensato l’étoile russa Svetlana Zakharova quando, il 12 e il 15 gennaio di quest anno, ha dato forfait per la sua partecipazione alle repliche del balletto “Il lago dei cigni” al Teatro dell’Opera di Roma. Perchè? Andiamo per gradi…

I responsabili del teatro hanno spiegato che la prima ballerina del Bolshoi non ha potuto danzare per motivi di salute, sostituendola con l’étoile dell’Het Nationale Ballet, Anna Tsygankova, già in precedenza interprete del ruolo della protagonista Odette/Odile. Questa infatti è stata la spiegazione ufficiale per attenuare la grande delusione del pubblico che aveva pagato profumatamente per assistere ad un evento unico nel suo genere: veder danzare dal vivo la Zakharova in Italia.

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Voci di corridoio  affermano invece che la ballerina abbia rifiutato all’ultimo minuto di partecipare allo spettacolo a fronte di mancati pagamenti pregressi da parte del Teatro dell’Opera di Roma. Del resto, cosa ci fa pensare che un’artista del suo calibro possa accettare nuovamente di esibirsi senza un profumato compenso?

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Venalità a parte, resta il fatto che come spesso accade a Roma, e in Italia in generale, abbiamo fatto una figura che tutto si può definire fuorchè degna dimostrando di “volere ma non potere” permetterci il lusso di ospitare una stella del mondo del balletto, ma soprattutto è stato dimostrato come purtroppo il settore artistico-culturale sia sempre più svalutato e sempre meno sovvenzionato nel nostro Paese.

Cos’altro aggiungere? Non resta che chiedersi se la splendida Svetlana tornerà a deliziare gli occhi del pubblico italiano!

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I luoghi del Neorealismo

Come accennato nel precedente articolo, il Neorealismo fonda le sue radici nella realtà urbana del secondo dopoguerra e ne ritrae gli aspetti più duri e popolari, servendosi di numerose scene girate all’aperto e in luoghi realmente esistenti.

Il film che al meglio rappresenta questo modo di raccontare la realtà attraverso i luoghi e le persone che vi risiedono, è “Roma Città Aperta” di Roberto Rossellini con Anna Magnani, nel ruolo di Pina e Aldo Fabrizi, nel ruolo del parroco.

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Le scena più celebre può essere considerata quella in cui Pina (Anna Magnani) viene uccisa a sangue freddo in strada, davanti agli occhi del suo bambino, mentre grida disperata il nome di suo marito catturato dai soldati tedeschi, il tutto con il quartiere prenestino dell’epoca a fare da sfondo. Infatti per questo frammento di storia Rossellini, oltre ad essersi ispirato alla storia vera di Teresa Gullace, utilizza uno scorcio della esistente Via Raimondo Montecuccoli, al Pigneto, dove nell’ultimo palazzo prima della ferrovia abitava la protagonista Pina.

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La parrocchia di cui nel film Aldo Fabrizi è il parroco è la chiesa di S. Elena Fuori Porta Maggiore, situata lungo la Via Casilina.

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Questi luoghi dovrebbero essere oggi motivo di visite culturali o semplicemente oggetto di curiosità dal momento in cui nel 1945 uno dei più grandi registi italiani vi girò quello che tuttora viene definito come un capolavoro del cinema italiano, sfortunatamente invece nessuno sembra curarsi dell’importanza storica e culturale di cui essi sono pregni.

Il fenomeno del Neorealismo

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Nato e sviluppatosi in Italia durante il secondo conflitto mondiale e nel successivo dopoguerra, il Neorealismo non è stato semplicemente un movimento culturale relativo ai temi dell’epoca, ma anche un fenomeno cinematografico di grande influenza per il cinema contemporaneo, soprattutto nel decennio che va dal 1943 al 1953 circa. Nell’ambito cinematografico si ricordano come i maggiori esponenti registi come Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Francesco Maselli e Carlo Lizzani.

Proprio Luchino Visconti può essere considerato come il precursore di questo fenomeno, quando nel 1943 presentò per la prima volta al pubblico italiano il suo capolavoro “Ossessione”.

ImmagineLe storie ambientate tra le classi lavoratrici e disagiate, l’utilizzo di attori non professionisti e la rappresentazione della situazione economica e morale del dopoguerra italiano e i sentimenti ad essa correlati, come la speranza, il desiderio di riscatto dalla povertà e la frustrazione, sono i temi che maggiormente caratterizzano questo film e più in generale i film successivi.

Tra gli altri grandi capolavori del Neorealismo occorre ricordare “Roma Città Aperta” di Roberto Rossellini in cui si propone una storia ispirata ad eventi reali, quella della Resistenza da parte di comunisti e cattolici a favore della popolazione, Immaginee “Ladri di Biciclette” di Vittorio De Sica dove è raccontato il dramma di un operaio e le dure condizioni di vita che è costretto ad affrontare nel dopoguerra.
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Forza e coraggio!

Buonasera cari followers!
Come avrete notato, ultimamente non ho più aggiornato il blog e la causa è una, semplice ed improrogabile: LA SESSIONE INVERNALE. Chi come me è un’universitaria/o disperata/o starà sicuramente attraversando uno dei periodi più brutti e intensi dell’anno, sommersi da dispense, appunti, libri ed un considerevole carico d’ansia. Se poi a tutto ciò si aggiungono le lezioni del 2° semestre da seguire e quel minimo di vita sociale necessaria per la sopravvivenza, ecco che di tempo per studiare ne rimane sempre meno del necessario.

Personalmente, di esami da sostenere nel mese di Febbraio ne ho ben….NON VE LO DICO (un po’ di scaramanzia non fa mai male!), ma se volete posso provare a farvi una rapida quantificazione numerica dell’ansia che mi assale: 64939202634824727272892029991625279 che tende a +infinito.

Se gran parte della giornata la passo a disperarmi pensando di non potercela mai fare nemmeno mediante miracolo divino, per il resto, oltre ad andare a danza e preparare dolci, me ne frego allegramente pensando che è solo un mese e passerà in fretta…perciò FORZA E CORAGGIO cari colleghi!

Per allietare un po’ l’atmosfera e farvi fare due risate vi posto questo video che da giorni circola in rete:

http://www.youtube.com/watch?v=mXZ4FIiWUCE